Il successo

“Successo è il risultato diretto dell’appagamento che deriva dal sapere che si è dato il meglio per raggiungere il traguardo più alto che ci si può porre.”

 

1a immagine calcio

Iniziamo questo viaggio nel mondo dei protagonisti e dei grandi momenti dello sport mondiale con un evento che ha segnato il vissuto collettivo del nostro paese, uno di quelli in cui lo sport si è intrecciato alla storia nazionale in maniera indelebile, divenendo simbolo di riscatto, battaglia, agonismo allo stato puro. Iniziamo la nostra maratona sportiva con un classico della storia del calcio italiano:

Italia-Germania 4 a 3

stretta di mano

È il 1970

Siamo l’anno dopo lo sbarco sulla luna ma l’avvento di Internet è ancora fantascienza.
Eppure l’Italia si attacca già al televisore per seguire una partita che va in onda di notte, per celebrare una vittoria, che ad ogni nuovo colpo di scena sembrava sfuggirci di mano, scesero in piazza milioni di persone, ricordando, ai più adulti, le scene viste con la fine della seconda guerra mondiale.

 

 

Questa partita ce la facciamo raccontare da un professionista del web e della comunicazione di oggi: Rudy Bandiera, che con la sua capacità di comunicare in maniera semplice tematiche complesse ha conquistato milioni di follower, non più davanti ad un televisore in bianco e nero, ma ai loro pc, tablet, cellulari.

rudy

 

Blogger, docente, consulente Web e anche giornalista. Racconta storie in digitale, quello che va tanto di moda chiamare “storytelling”.

Consulente per l’Università IUSVE, a Venezia e Verona, in “Teorie e tecniche di digital public relation.

È autore del libro “Rischi e opportunità del Web 3.0” e di “Le 42 Leggi universali del digital carisma

Secondo voi perché iniziamo proprio da qui la nostra corsa?

 

 

Perché iniziamo proprio da qui la nostra corsa?

Rudy Bandiera è senza dubbio un simbolo di successo DEI NOSTRI TEMPI, e così anche Italia-Germania IN UN ALTRO MOMENTO. In entrambi i casi, però, ciò che ci interessa qui non è il risultato, ossia l’elemento più visibile.
In entrambi i casi vogliamo riflettere sul processo, sul vissuto di una partita che in primo luogo è stata vinta e giocata con la forza di volontà, con la determinazione a non mollare, con la capacità di non subire la sconfitta, di ripartire ogni volta dall’ultimo errore commesso senza perdere di vista l’obiettivo. E’ tenendo viva fino alla fine la motivazione, nonostante errori e docce fredde, che l’Italia ha vinto la partita del secolo.

Che cos’è che fa di una partita un evento storico, un incontro indimenticabile, una storia di sport che diventa leggenda?

E’ forse la tecnica? La strategia e la tattica? No!

Quello che entusiasma è la competizione, lo spettacolo, l’inaspettato, quando vengono ribaltati i pronostici.

Quando saltano gli schemi, i calcoli speculativi e tutto diventa emozione.

IL DUELLO ARNOUX VILLENEUVE

Gran Premio di Francia 1979

 

arnoux e villneuve

Molti ricorderanno, i più giovani ne avranno sentito parlare o avranno visto qualche video su YouTube, lo storico duello in formula 1 di Arnoux e Villeneuve.

 

In quei pochi minuti di gara ritroviamo gli stessi valori, le stesse caratteristiche della partita epica del 1970.

Una serie di retroscena che riempiono lo sport di altri valori.

E’ in gara la Francia, la Renault, industria simbolo dei cugini d’oltralpe. E’ la voglia di riscatto di un team (Renault) che aveva portato innovazione nella Formula 1 con i motori turbo ed era stata sbeffeggiata con l’appellativo di “caffettiere fumanti”.

 

motore formula 1

La gara era tra l’outsider e l’olimpo della Formula 1, che trovava nella Ferrari la massima espressione della tecnologia d’eccellenza. La gara era tra René Arnoux, pilota del team Renault che doveva ancora dimostrare tutto e il pilota numero 1, Gilles Villeneuve.

 

È LA VITTORIA CHE PORTA AL SUCCESSO?

Sono tante le vittorie che sono state dimenticate mentre ci sono momenti epici dello sport che restano vivi nel tempo.

Abbiamo citato due esempi di successo in cui i vincitori ufficialmente furono altri.

Vale la pena ricordare che nessuna delle due squadre che giocò la semifinale del 1970 vinse poi il mondiale: né la Germania, uscitane gloriosamente sconfitta, né l’Italia, battuta in finale dal Brasile di Pelè.

Allo stesso modo a vincere il Gran Premio di Francia del 1979 fu Jean Pierre Jabouille su Renault.

 

E ALLORA CHE COS’È IL SUCCESSO?

Ce lo spiega John R. Wooden – coach basket – con la sua piramide del successo:

“Successo è il risultato diretto dell’appagamento che deriva dal sapere che si è dato il meglio per raggiungere il traguardo più alto che ci si può porre.”

 

 

Il successo lo si raggiunge soltanto attraverso l’appagamento, sapendo che si è dato tutto ciò che si poteva dare, tenendo conto della propria abilità. Quindi, in ultima analisi, soltanto l’individuo può correttamente essere giudice del proprio successo.

Non si può raggiungere la perfezione, ma questo deve essere l’obiettivo.

34244689 - running man silhouette

Non siamo tutti identici o uguali. Altri possono essere più dotati, più alti, più veloci, più robusti, avere più elevazione, superarvi in altri attributi fisici, ma nessuno potrà superarvi in qualità e caratteristiche importanti, come lo spirito di squadra, l’entusiasmo, la serietà, lo spirito di collaborazione, la lealtà, la determinatezza, l’onestà, la sincerità, l’affidabilità e l’integrità morale. Acquista e mantieni queste doti di carattere e il successo è assicurato.

Le pietre angolari di questa struttura sono l’assiduità e l’entusiasmo. Il cuore dell’edificio è estremamente importante; gli architetti ce lo ripetono sempre. Perciò ho scelto tre caratteristiche essenziali: condizione, abilità e spirito di squadra, per formare il cuore della struttura.

Il successo non è un traguardo facile: ed è quello che le due linee di collegamento con il vertice (fede e pazienza) vogliono significare. Dovete avere pazienza e rendervi conto che tutti i grossi obiettivi richiedono tempo. Ciò che arriva facilmente non ha molto sapore, è una regola generale. E per avere pazienza ci vuole fede.

Nella ricerca del successo troverete sempre delle avversità: bisogna avere fede per raggiungere il proprio obiettivo.

Nel processo per arrivare al vertice vi sono due gradini congiunti e connessi, equilibrio e fiducia; lo spirito combattivo sta sopra di loro. Fiducia ed equilibrio derivano entrambi dalla preparazione e sono requisiti vitali per essere un buon lottatore.

Chi non ha confidenza in se stesso quando le cose si mettono male, perde l’equilibrio e si logora. È facile.

scalatore

L’IMPORTANTE È PARTECIPARE?

Questo vuol dire che vogliamo passare un messaggio del tipo: l’importante è partecipare? Assolutamente no, al contrario vogliamo ragionare del valore che ha darsi degli obiettivi, della motivazione necessaria a mantenerli vivi nel tempo, dell’impegno richiesto per conseguirli, e infine di quella straordinaria capacità umana di cui tanto si sente parlare oggi, spesso in maniera superficiale: la resilienza. Impegno, motivazione, resilienza, obiettivi, sacrifici, lavoro. Sono questi i tratti che andremo a cercare nelle nostre storie di fatiche e vittorie sportive, per domandarci infine quale insegnamento possiamo trarne per la nostra vita professionale.

Rispondi